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Main Stage by ONESOLO #001 ONESOLO
Quando ONESOLO sale in consolle, la prima cosa che fai è alzare gli occhi. Non per guardare le luci o il palco — ma perché il pubblico lo fa per primo. E lei lo sa.
È successo a Chiavari, durante un festival in cui il suo intro — scarno, solo atmosfera, senza drums — ha convinto duecento persone ad applaudire prima ancora che la musica esplodesse. Quel momento, racconta, le ha ricordato perché ha scelto questo lavoro.
ONESOLO è una DJ e produttrice italiana che sta costruendo il suo percorso con una chiarezza rara: sa cosa vuole suonare (Big Room Techno), sa da chi ha imparato (Swedish House Mafia, NERVO, Gabry Ponte, Gigi D’Agostino), e sa cosa significa il suo nome — che non è uno pseudonimo casuale, ma una dichiarazione di poetica. Gabry Ponte l’ha scelta come opening act per il suo tour nelle arene per i 25 anni di carriera. Elena Tanz, nostra storica collaboratrice, dice di lei: “Spero che asfalti tutti gli improvvisati con la sua energia.”
Ora ONESOLO è anche parte della crew di Radio Appalla. Abbiamo colto l’occasione per conoscerla meglio.
Qual è stato il momento in cui hai capito che la musica sarebbe diventata la tua carriera?
La musica è sempre stata presente nella mia vita, in tante forme, sin da piccolissima. Sicuramente le prime feste con gli amici, a 13/14 anni, mi hanno fatto capire quanto fosse potente questo mezzo e quanto fosse in grado di unire le persone. Quella connessione, quella magia, mi ha spinta a seguire questo percorso — un passo dopo l’altro.
Come descriveresti il tuo stile musicale a chi non ti ha mai ascoltato?
Energia ed emozione sono le due parole che associo di più al mio stile musicale. Non sono un’amante delle etichette — credo che una delle cose più interessanti che un DJ e produttore possa fare sia fondere elementi di generi diversi. Ma se dovessi dare un nome al mio sound in questo momento, direi Big Room Techno.
Tra gli artisti che mi hanno influenzata di più agli inizi ci sono sicuramente gli Swedish House Mafia e le iconiche NERVO. Tra gli italiani, non posso non citare Gabry Ponte e Gigi D’Agostino: due leggende viventi.
Raccontaci di un’esibizione particolarmente memorabile della tua carriera.
Mi è capitato poco tempo fa di raccontare sui social una delle mie esibizioni preferite in assoluto. Ero a un festival a Chiavari: è partito il mio intro, era molto scarno, senza drums, solo atmosfera. Quando sono salita in consolle, le persone di fronte a me hanno iniziato ad applaudire. Quella connessione mi ha emozionata profondamente. Mi sono sentita completamente unita al pubblico — ed è stato un momento che mi ha ricordato, ancora una volta, perché ho scelto questo lavoro.
Quando crei nuova musica, qual è il tuo processo creativo?
Non ho un processo creativo fisso. Spesso le idee migliori arrivano quando sono in giro, circondata dalle persone. Adoro muovermi con i mezzi pubblici: osservare, provare a leggere le persone, immaginare le loro storie. Tutto questo stimola la mia creatività.
Ovviamente anche le session in studio sono fondamentali — mi fanno sentire nella mia comfort zone, soprattutto quando ho l’occasione di unire il mio mondo con quello di altri artisti. È lì che nascono le cose più interessanti.
Perché ONESOLO?
Il nome ONESOLO rappresenta perfettamente la visione del mio cammino artistico. È una strada in cui il gioco di squadra è fondamentale e le persone che incontro lungo il cammino hanno un valore inestimabile. Ma allo stesso tempo è anche un viaggio solitario e impegnativo, in cui costruisco la mia direzione, con la mia visione.
ONESOLO parla anche di unicità — una qualità che credo sia presente in ogni persona e che cerco sempre di valorizzare, sia nella musica che nella vita.
C’è qualcosa che i tuoi fan non sanno di te?
Passo molto del mio tempo libero in compagnia della musica, ma in vesti diverse. Mi piace ascoltare e andare a concerti di artisti che sono musicalmente molto distanti dal mio mondo. Mi piace scrivere e adoro i mercatini vintage, dove tutto ha una storia e da cui possono nascere nuovi racconti. Adoro la natura e il mare d’inverno. E sono fondamentali le uscite con i miei amici e la mia famiglia — momenti di confronto, crescita e supporto costante.
PC o Mac? Mac. E McDonald’s.
Analogico o Digitale? Entrambi. Anche se il digitale a volte permette di abbattere alcune barriere logistiche.
Ableton o Cubase? Ableton Live.
Pasta o Pizza? Pasta e Pizza a giorni alterni.
Cani o gatti? Cani. Ma soprattutto i procioni — mi fanno troppa simpatia!
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Scritto da: Redazione
Big Room Techno Italia DJ italiana emergente EDM ONESOLO Radio Appalla
10:00 pm - 11:00 pm
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