Music

DJ Snake — Nomad: il mondo intero in 58 minuti

today7 Novembre 2025 3

Sfondo
share close

Sei anni. Tanto è passato da Carte Blanche (2019) all’uscita di Nomad. Nel mezzo, DJ Snake ha suonato sul tetto dell’Arc de Triomphe, ha riempito lo Stade de France — primo artista elettronico nella storia a fare un sold-out da solo in quello stadio — e ha costruito una delle discografie più stremate al mondo: oltre 30 miliardi di ascolti globali, 50 singoli certificati platino RIAA.

Con tutto questo peso sulle spalle, tornare con un album è sempre un rischio. Nomad è la risposta di un producer che ha deciso di non difendersi — e di andare all’attacco su tutti i fronti contemporaneamente.

Il concetto: nomade non come stile, ma come identità

Il titolo non è marketing. È biografia.

William Grigahcine — questo il vero nome di DJ Snake — è cresciuto nella periferia parigina di Épinay-sur-Seine, circondato da comunità caraibiche, africane, indiane, mediorientali. Ha dichiarato in più interviste che quel melting pot sonoro è stato la sua prima università musicale. Nomad è il tentativo di restituire quel debito culturale in forma di album — non come citazione esotica, ma come appartenenza autentica.

Il risultato è un disco che non staziona mai nello stesso genere per più di due tracce consecutive. Reggaeton, trap americana, K-pop, afro-house, reggae-fusion, corridos latinos, EDM da mainstage. Tutto convive senza la sensazione di essere un buffet caotico — merito di una coerenza produttiva che tiene il filo anche quando i featuring sembrerebbero incompatibili tra loro.

Traccia per traccia — i momenti che contano

“Nomad” apre come un prologo cinematografico: kick dritta, synth aerosi, costruzione breve e payoff immediato. Stabilisce il suono 2025 di Snake — pulito, globale, pronto per i festival ma non banale.

“Noventa” ft. J Balvin è il singolo dell’estate, il ponte più naturale tra reggaeton e elettronica con chiari richiami anni ’90. Balvin conosce bene Snake e si sente — il feeling è quello di una collaborazione vera, non di un feature assemblato per i numeri.

“Paradise” ft. Bipolar Sunshine è forse la mossa più coraggiosa del disco. Reimaginare Another Day in Paradise di Phil Collins — uno dei brani più riconoscibili della storia pop — trasformandola in una house anthem soulful e lo-fi è un azzardo che funziona. Il timbro di Bipolar Sunshine ammorbidisce il tutto senza togliere energia. Primo singolo uscito in maggio, è stato presentato live allo Stade de France davanti a 80.000 persone.

“In The Dark” ft. Stray Kids è la prima collaborazione nella storia tra Snake e un gruppo K-pop. Energica, piena di hook, costruita per spaccare la scaletta di un set come punto di luce melodica. L’inserimento è chirurgico: non sembra un esperimento ma una scelta consapevole di ampliare il raggio.

“Something Wrong” ft. Don Toliver lavora su un crooning synthy più notturno, perfetto per le ore centrali di un club set — quella zona dove il dancefloor ha bisogno di mantenersi caldo senza esplodere.

“Tsunami” ft. Future & Travis Scott è il banger pesante. Bassline a cascata, rullate serrate, drop in sincopi. È una di quelle tracce che spostano l’inerzia di un palco da festival — impossibile da ignorare, costruita per muovere masse.

“RELOADED” ft. Space Laces è l’arma industrial del disco: campiona This Is The New Sh*t di Marilyn Manson e lo trasforma in un club weapon da mainstage. Aggressivo, preciso, senza fronzoli.

“Bam Bam” ft. Damian Marley porta le radici caraibiche di Snake in primo piano: pattern reggaeton, reggae-fusion, ritmo oscillante. Funziona perfettamente nei set open-air.

“Cairo Express” è uno dei momenti più personali del disco — un omaggio alla musica da strada mediorientale che Snake ha dichiarato di amare profondamente fin dall’adolescenza.

“U Are My High” ft. Future campiona You Are My High dei Gap Band. Il sample è riconoscibile, il contesto dance-trap lo rinnova senza snaturarlo.

“Company” ft. Bantu è una groove afro-house vibrante, il momento in cui il disco respira in modo più organico e meno costruito per i numeri.

“Teka” ft. Peso Pluma innesta la sensibilità corridos-latino in un impianto elettronico che punta dritto ai numeri globali. Produzione precisa, featured perfettamente a fuoco.

“Monte Carlo” supera i sei minuti ed è l’extended club mix nascosto dentro l’album — uno spazio in cui Snake si prende il tempo di far respirare la musica, quasi da set in console. Un indizio pratico per i DJ: qui c’è materiale per aperture e transizioni, non solo radio edit.

“Bring The House Down” ft. Dillon Francis & TRXGGX è costruita sullo humor ritmico e sui giochi di break che la community dei DJ conosce bene. Peak-time puro, utility perfetta.

“Patience” ft. Amadou & Mariam interpola Sabali — un brano che il duo maliano ha registrato con Damon Albarn. È il momento emotivamente più denso del disco, quello che racconta perché Snake non è solo un producer da festival ma anche un curatore musicale con gusto.

“KIKI2000” è il momento più giocoso — un tributo stilistico all’era Y2K della dance, con quel senso di leggerezza digitale che funziona da palate cleaner prima del finale.

“Final Fantasy” ft. The Outlaw chiude con l’alter ego bass-driven di Snake. Tensione crescente, hardstyle drops, coda cinematografica. Show closer perfetto — in console può diventare la firma di un set memorabile.

Per il DJ: cosa mettere in rotation

Se stai costruendo un set e vuoi pescare da Nomad, ecco la mappa pratica:

Apertura e costruzione: Monte Carlo, Patience, Paradise Peak-time: Tsunami, Reloaded, Bring The House Down Momenti melodici: In The Dark, Something Wrong, Noventa Chiusura: Final Fantasy

Il giudizio

Nomad non è un album perfetto — qualche featuring sembra più strategico che ispirato, e la lunghezza di 17 tracce in 58 minuti a tratti pesa. Ma è un disco onesto, ambizioso e tecnicamente impeccabile da un producer che sa esattamente cosa sta facendo.

La vera scommessa di Snake non era fare un altro album da festival. Era fare un album che avesse qualcosa da dire sulla musica come lingua franca globale. Ci riesce, quasi sempre.

Voto: 7/10


📋 Tracklist completa

# Titolo Featuring Note
1 Nomad Traccia title/apertura
2 Noventa J Balvin Singolo estivo
3 Bam Bam Damian Marley Reggae-fusion
4 Company Bantu Afro-house
5 Paradise Bipolar Sunshine Interpola Phil Collins
6 In The Dark Stray Kids Prima collab K-pop
7 Cairo Express Mideastern street music
8 U Are My High Future Campiona i Gap Band
9 Something Wrong Don Toliver Synthy crooning
10 Tsunami Future & Travis Scott Banger pesante
11 Monte Carlo Extended · 6+ minuti
12 Patience Amadou & Mariam Interpola Sabali
13 RELOADED Space Laces Campiona Marilyn Manson
14 Bring The House Down Dillon Francis & TRXGGX Peak-time
15 KIKI2000 Y2K vibes
16 Teka Peso Pluma Corridos-latino
17 Final Fantasy The Outlaw Show closer · alter ego Snake

FAQ

Quando è uscito Nomad di DJ Snake? Il 7 novembre 2025, pubblicato da DJ Snake Music Productions Limited con licenza esclusiva a Interscope Records. È il suo terzo album in studio, il primo in sei anni da Carte Blanche (2019).

Quante tracce ha Nomad? 17 tracce per un totale di 58 minuti. Tra i featuring: Stray Kids, Travis Scott, Future, J Balvin, Peso Pluma, Don Toliver, Bipolar Sunshine, Damian Marley, Amadou & Mariam, Dillon Francis e l’alter ego The Outlaw.

Qual è la traccia migliore di Nomad per i DJ? Dipende dal momento del set. Per il peak-time: Tsunami e Reloaded. Per la costruzione: Monte Carlo. Per la chiusura: Final Fantasy. Per i momenti melodici: In The Dark e Paradise.

Dove è stato annunciato Nomad? Durante il concerto allo Stade de France di Parigi — il primo sold-out da solista di un artista elettronico nella storia dell’iconico stadio, davanti a 80.000 persone.


Nomad è disponibile su Spotify e Apple Music. Ascolta Radio Appalla — cassa e basta. E dimmi: quale traccia è già nel tuo set? 🎛️

Scritto da: Redazione

Rate it

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *