Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
Radio APPALLA cassa e basta!
play_arrow
Main Stage by ONESOLO #001 ONESOLO
Daniele Davoli ha una storia da raccontare.
È il 1989. È il DJ resident di un club a Bologna. Un amico gli mostra un Akai sampler — una macchina che permette di tagliare, manipolare e ricostruire qualsiasi suono. Davoli capisce immediatamente che ha in mano qualcosa di rivoluzionario.
Compra un CD acappella bootleg. Sopra c’è una voce femminile straordinaria — gospel, soul, potente come un organo Hammond. Non sa chi sia la cantante. Ha una vaga impressione che sia morta.
Non lo verifica. Inizia a campionare.
Quella voce si chiama Loleatta Holloway. È viva, è vegeta, è nata a Chicago nel 1946 e ha passato trent’anni a costruire una delle carriere più straordinarie della disco music americana. E quando sente che tre italiani hanno usato la sua voce senza permesso, spacciandola per qualcun altro, non è contenta.
La storia comincia prima del nome Black Box. Daniele Davoli, Mirko Limoni e Valerio Semplici lavorano insieme come squadra di produzione chiamata Groove Groove Melody, con base in Emilia-Romagna. Producono musica per altri artisti, girano i club della riviera, assorbono tutto quello che arriva dall’Inghilterra e da Chicago.
Il suono italo house sta prendendo forma attorno a loro. La Discomagic Records di Roma e la Media Records di Gianfranco Bortolotti stanno producendo decine di dischi che iniziano a girare nei negozi britannici. Davoli e i suoi soci sentono che c’è un’opportunità — ma devono trovare il loro suono.
Poi arriva quel sampler. E quel CD acappella.
“Non avevamo aspettative per Ride On Time“, racconta Davoli in un’intervista a NME trent’anni dopo. “Pensavo che avremmo venduto qualche migliaio di copie, abbastanza forse per comprare dell’attrezzatura da studio.”
Love Sensation è una canzone del 1980 di Loleatta Holloway, prodotta da Dan Hartman per la Salsoul Records. È uno dei gioielli nascosti della disco music americana — una voce monumentale sopra un arrangiamento orchestrale che trasuda sudore e liberazione.
Davoli la campiona — la voce, l’orchestra, tutto — e ci costruisce sopra un beat di pianoforte house, una drum machine e una bassline che sale e scende come un’onda. Il titolo nasce da un equivoco linguistico: nella canzone originale, Holloway canta “right on time”. Davoli, il cui inglese ha qualche lacuna, sente “ride on time”. Il titolo rimane.
Il disco esce nel luglio 1989 su Discomagic Records. Paul Oakenfold e Danny Rampling — tornati dall’Ibiza del 1987, ora i DJ più influenti d’Inghilterra — lo sentono in un negozio di dischi a Rimini durante una caccia di vinili. Comprano tutte le copie disponibili. Lo portano in Inghilterra.
Il resto è storia.
Il problema è che tre maschi italiani di provincia non sono esattamente la faccia giusta per una voce gospel da diva afroamericana. Serve qualcuno che finga di cantare.
Katrin Quinol è la fidanzata del proprietario di un club, fa uno spettacolo di cabaret dove mima e canta un po’. È franco-caraibica, fotogenica, ha presenza scenica. Diventa il volto di Black Box.
“Quando ci hanno chiamato al Top of the Pops eravamo tre contadini italiani sbalorditi”, racconta Davoli. “Abbiamo capito che dovevamo trovare una cantante, perché nessuno di noi tre sarebbe stato convincente al posto di Loleatta Holloway.”
Il mimo di Quinol su Top of the Pops scatena un’ondata di indignazione nei giornali britannici. “Scandalo del playback”, urlano i tabloid. Ma il disco rimane al numero uno per sei settimane.
Nel frattempo, Dan Hartman — il produttore di Love Sensation — chiede i royalties. BMG, che distribuisce il disco nel mercato anglosassone, si sveglia e realizza che il campionamento di Holloway non è stato autorizzato. Panico.
La soluzione: 24 ore per sostituire la voce di Loleatta con una nuova registrazione. BMG vola a Milano con una cantante anonima. Davoli e i suoi devono cancellare la voce originale e inserire la nuova in un solo giorno. La cantante viene pagata un forfait una tantum, senza royalties. Non viene nominata.
“Non mi è mai stato detto ufficialmente chi avesse riregistrato quelle voci”, dice Davoli. “Un anno dopo, gli M People pubblicarono il loro album di debutto. Appena sentii la voce di Heather Small pensai: questa è la ragazza di Ride On Time. La sua voce è così riconoscibile che non può essere nessun altro.”
Alla fine, Loleatta Holloway e Dan Hartman ricevono un risarcimento fuori tribunale — importo non divulgato. Holloway ottiene anche quello che aveva chiesto: un cappotto di visone. Black Box pubblica una versione del disco con il suo nome accreditato.
Ma Holloway non lo perdona mai del tutto. “Hanno rubato la mia voce”, dirà nel 2005 a Bill Brewster. “È una cosa se usi il campione e dai credito, ma quando prendi il campione e fai credere di essere tu… è tutta un’altra storia.”
Ride On Time è solo l’inizio. Per l’album Dreamland, Black Box ingaggiano una session singer americana per registrare le voci dei singoli successivi — Everybody Everybody, I Don’t Know Anybody Else, Strike It Up. Anche qui Katrin Quinol fa il mimo nei video.
La session singer si chiama Martha Wash. L’avete già sentita: ha cantato It’s Raining Men con The Weather Girls. Ha una voce come un atterraggio di Space Shuttle.
Anche lei non viene accreditata. Anche lei scopre cosa sta succedendo e porta Black Box e RCA in tribunale. Contemporaneamente, le sue voci vengono usate senza crediti da C+C Music Factory su Gonna Make You Sweat (Everybody Dance Now) — la storia si ripete quasi punto per punto.
Martha Wash vince le sue battaglie legali. Il caso contribuisce a cambiare le leggi sul campionamento vocale in America. La sua voce entra nella storia della musica dance due volte — senza che quasi nessuno lo sapesse.
Al di là dello scandalo, Ride On Time è un disco tecnicamente brillante. Davoli prende Love Sensation e la smonta pezzo per pezzo: campiona la voce di Holloway non come sample isolato, ma come elemento portante — il brano non esiste senza quella voce. Poi costruisce intorno un beat che mescola il pianoforte melodico dell’italo house con l’energia della Chicago house e la luminosità del pop europeo.
Il risultato è qualcosa di universale. Non è troppo underground per le radio, non è troppo pop per i club. È il suono che la Gran Bretagna stava aspettando nel 1989 — solare, emotivo, ballabile — e che nessuno dei produttori britannici o americani stava producendo in quel momento.
Sei settimane al numero uno in UK. Disco più venduto dell’anno in Gran Bretagna. Oltre 1,5 milioni di copie solo nel mercato inglese. Otto milioni nel mondo.
Rolling Stone lo mette al 31° posto dei 100 dischi italiani più belli di sempre. Un’italo house di Rimini — con una voce rubata da Chicago, rimixata a Bologna, distribuita da Londra — nella lista dei capolavori italiani.
Campionamento principale: voce di Loleatta Holloway da Love Sensation (1980), prodotta da Dan Hartman per la Salsoul Records. La voce viene usata integralmente — non come frammento ma come elemento portante di tutta la struttura.
Piano house: accordi melodici ripetuti, tipici dell’italo house. Più solare e diretto rispetto alla deep house di Chicago — costruito per emozionare immediatamente, non gradualmente.
Drum machine: Roland TR-909, il cuore della house europea. Usata qui con una forza e una chiarezza che definisce il suono pop-house degli anni ’90.
BPM: circa 121 — il tempo perfetto per fare ballare senza stancare, per stare in radio e in club simultaneamente.
Struttura: intro vocale → build → drop → chorus vocale campionato → sviluppo. Nessuna complessità strutturale — è la semplicità il segreto. Ogni elemento serve lo stesso scopo: portare la voce di Holloway il più in alto possibile.
RADIO APPALLA
cassa e basta
Scritto da: Redazione
Black Box campionamento Heather Small italo house Loleatta Holloway Ride On Time Rimini
La musica APPALLA in onda 24 ore al giorno 7 su 7. Balla e Basta!
close
9:00 pm - 10:00 pm
1
play_arrowMorgan Page, Philip Strand & Siks
play_arrow
Highlights (Morgan Page & Siks VIP Mix) Morgan Page, Philip Strand & Siks
play_arrow
Stereo Musica Kharfi Feat. Matilde
play_arrow
Never Meet (Dino Brown Radio Edit) Gayà & Dino Brown
play_arrow
The Word Is Love PAKY FRANCAVILLA
play_arrow
I Don't Know Gabry Ponte & Erika