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Main Stage by ONESOLO #001 ONESOLO
C’è una cosa che Laurent Garnier ripete ogni volta che qualcuno gli chiede di Crispy Bacon.
“L’hype intorno a Crispy Bacon mi fa ridere. Adoro il brano ma non penso sia il migliore che abbia mai fatto. Tuttavia ci sono molte persone che mi dicono: ‘Cazzo, è una rivelazione! È mortale, uccide.’ Mi piace, è orientato al dancefloor, ma non penso sia il brano più emozionante dell’album. Tutt’altro. Crispy Bacon è così semplice! Non c’è nulla — quattro percussioni e una bassline. Tutto qui.”
Quattro percussioni e una bassline.
Con queste quattro parole, Garnier ha involontariamente scritto la migliore definizione possibile di techno minimalista. E ha anche dimostrato che i grandi artisti spesso non sanno cosa hanno fatto — o fingono di non saperlo.
Siamo nel 1997. La scena techno europea ha già alle spalle quasi un decennio di evoluzione. Berlino ha il Tresor. Detroit ha Jeff Mills e Underground Resistance. Londra ha Fabric che sta per aprire. La Francia ha Laurent Garnier.
Garnier ha 32 anni. Ha già vissuto tre vite musicali: la gioventù parigina con la radio pirata a 14 anni, gli anni a Manchester all’Haçienda come DJ Pedro, il ritorno in Francia dove ha costruito la scena underground che ha generato la French Touch. È uno dei DJ più rispettati al mondo. Ma come produttore è ancora in cerca del suo capolavoro definitivo.
Nel 1995 ha pubblicato il suo primo album, Shot In The Dark — rispettato, apprezzato, ma ancora il disco di un DJ che impara a produrre. Nel 1997 lavora al secondo album, 30 — il disco che vuole fare davvero, non quello che sa già fare.
Lo registra al Wake Up Lab, il suo studio “around Paris” — come scritto nei crediti dei vinili. Nessuna location romantica, nessun aneddoto cinematografico. Solo un francese che lavora da solo, circondato da macchine, cercando il suono che ha in testa.
Trova Crispy Bacon.
Il brano dura circa sei minuti nella versione originale. Non ha voce, non ha melodia nel senso convenzionale, non ha ritornello. Ha una bassline e quattro percussioni — come dice Garnier.
Ma quella bassline non è qualunque bassline.
È una linea di basso sintetico che sembra accelerare senza che il BPM cambi. È un effetto psicoacustico preciso: le note si accorciano progressivamente, la tensione sale, il corpo risponde alzando il ritmo del battito cardiaco anche se la drum machine è fissa a 130 BPM circa. È come guidare in autostrada e vedere i paletti laterali che diventano sempre più ravvicinati — la velocità è la stessa, ma la percezione è quella di star correndo.
Sul dancefloor l’effetto è devastante. Quando quella bassline entra, qualcosa cambia nell’aria. Non è un momento musicale convenzionale — è un evento fisico.
Le influenze che Garnier cita sono precise: Jeff Mills, Robert Hood e Scan X. Tre maestri del minimalismo techno — americani i primi due, francese il terzo. La lezione è quella del Detroit techno più essenziale: togliere tutto il superfluo fino a quando rimane solo quello che deve essere lì.
“Quando ho lavorato su 30“, spiega Garnier, “ho cambiato tattica. Ho smesso di essere ispirato dagli altri e ho cercato il mio suono.”
Quel suono ha una bassline che non si dimentica.
Il video ufficiale di Crispy Bacon è girato da un giovane regista francese che all’epoca si fa chiamare Mr. Oizo — lo stesso Mr. Oizo che nel 1999 porterà Flat Beat al numero uno in UK con il pupazzo giallo Flat Eric, e che negli anni successivi diventerà uno dei registi più originali del cinema francese contemporaneo.
Il suo vero nome è Quentin Dupieux.
Il video — intitolato Nightmare Sandwiches — non è un video musicale tradizionale. È un cortometraggio ambientato in un caffè francese, con una logica lynchiana e surreale che non ha niente a che fare con le convenzioni del genere. Garnier stesso ammette: “Ogni volta che lo vedo, rido e rido.”
Ma c’è una scena più seria dietro quella risata. Garnier spiega il ragionamento: “In Francia abbiamo passato un sacco di merda con il governo che fermava le feste, e ho pensato che fosse ora di fare qualcosa di abbastanza intelligente da dire a queste persone: ‘Guardate cosa facciamo. Non siamo solo un branco di drogati.'”
Un video assurdo come risposta politica. Un cortometraggio comico come manifesto culturale. Garnier ha sempre mescolato il serio e il ridicolo meglio di chiunque.
Crispy Bacon esce come singolo il 3 febbraio 1997 su F Communications — l’etichetta di Garnier, fondata nel 1993, che è stata il cuore della techno francese per un decennio. Il catalogue number è F055.
L’album 30 — pubblicato il 30 marzo 1997, trent’anni dopo l’anno di nascita di Garnier — contiene Crispy Bacon insieme ad altri classici: Flashback, The Hoe, Deep Sea Diving. MUZIK magazine scrive: “Se Shot In The Dark di Laurent Garnier era esattamente questo, allora 30 è il suo coming of age.”
Ma il momento più raro e prezioso della storia di Crispy Bacon è il remix di Jeff Mills — pubblicato in una tiratura limitata di 2000 copie, esaurita in un mese, ancora oggi oggetto da collezione che raggiunge cifre considerevoli.
Jeff Mills fa pochissimi remix nella sua carriera — cinque in totale, secondo i collezionisti. Quando accetta di remixare Crispy Bacon, prende l’originale e lo trasforma in qualcosa di ancora più duro: kickdrum TR-909 distorto, riverbero pesante, delay filtrato. Chi ha ascoltato quel remix in consolle alle quattro di mattina capisce perché è introvabile.
“Il remix di Mills è serio tuono”, scrive un recensore su Discogs. Non sbaglia.
Crispy Bacon è uno di quei brani che insegnano qualcosa sulla techno che le parole faticano a spiegare.
La techno non è musica complessa nel senso armonico o melodico del termine. È musica che lavora sul tempo, sulla tensione, sull’effetto fisico del suono sul corpo. Crispy Bacon dimostra che con quattro percussioni e una bassline — se quelle quattro percussioni e quella bassline sono nel posto esatto — puoi fare qualcosa che dura decenni.
Garnier ha ricevuto la Legion d’Onore nel 2017. Ha suonato alla Salle Pleyel di Parigi. Ha fatto la retrospettiva alla Philharmonie. Ma ogni volta che scende in consolle e mette Crispy Bacon, il dancefloor risponde come se fosse il 1997.
Alcune bassline non invecchiano. Alcune accelerano.
Struttura: intro percussiva → entrata bassline → sviluppo → breakdown centrale → ricostruzione → climax. Classica nell’architettura, rivoluzionaria nell’esecuzione.
La bassline: sintetica, in costante tensione ascendente grazie all’accorciamento progressivo delle note. Effetto psicoacustico di accelerazione senza cambio di BPM. La linea più riconoscibile della techno francese anni ’90.
Percussioni: quattro elementi essenziali — kick, snare, hi-hat, clap o crash. Niente di superfluo. Ogni colpo è necessario, ogni pausa è intenzionale.
BPM: [DATO DA VERIFICARE: circa 130 BPM — verificare su fonte tecnica]
Influenze dichiarate: Jeff Mills, Robert Hood, Scan X — il trittico del minimalismo techno americano e francese.
Studio: Wake Up Lab, dintorni di Parigi.
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Scritto da: Redazione
1997 Crispy Bacon F Communications Laurent Garnier Mr Oizo Quentin Dupieux techno francese
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